Note di cammino di Alessandra Oradini
Ore 12.00 La Cattedrale di Santiago e' stracolma di gente.
Gente comune per la messa della domenica e tanti pellegrini. La
maggior parte li conosco. Mi siedo vicino a Inger.
Dolce donna danese che ha iniziato il suo Cammino ad Arles, in Francia.
L'ho incontrata, la prima volta a Montpellier, e da qui ci siamo perse
e ritrovate spesso.
Abbiamo concluso insieme il nostro lungo pellegrinaggio. E' la persona con
cui ho condiviso di più e sono felice che ci siamo ritrovate per i saluti.
C'e' un forte odore di incenso. L'organo inizia a suonare ed il parroco,
con la sua voce potente, intona un canto da brivido. Mi immergo nella melodia
ed iniziano le emozioni, scendono le lacrime.
Solo ora mi rendo conto del lungo viaggio che ho intrapreso. Come un
rapido film mi viene alla mente tutto il Cammino, le sensazioni, i profumi, gli
odori, la forte calura estiva, i colori dei boschi.
Partita da Siena il 7 agosto, lungo la Via Francigena, ho attraversato le
dolci colline Toscane, ho visto le stupende albe delle Cinque Terre, la Riviera
di Ponente lungo l'Antica Via Romana, l'allegra Costa Azzurra, la profumata
Provenza, la selvaggia Camargue, le città storiche di Arles, Avignone, Nimes, e Montpellier, i boschi inquietanti delle Montaigne Noir, il lungo e pittoresco Canal du Midì per arrivare alla città
rosa di Toulouse,e, finalmente ai Pirenei, nella
verdissima regione Basca per poter entrare, attraverso Saint Jean du Port, a Roncisvalle.
Finora il Cammino e' stato all'insegna del silenzio e della solitudine.
Solo pochi incontri con altri pellegrini e chiacchiere con la gente a cui
chiedo informazioni. Sempre e solo bel tempo.
Due temporali notturni ed uno che mi ha colto l'ultima mezz'ora di una
lunga e faticosa giornata.
Il tragitto bisogna un po' costruirselo, anche se é abbastanza ben
segnalato. Per fortuna ci sono gli "albergue"
per pellegrini o "gli amici del cammino francese" che danno ospitalità
a pochi euro.
Sono in Cammino da due mesi e mezzo ed ho già percorso 1900 km, sono
completamente immersa nel presente, ho lasciato andare quello che mi collega
alla realtà quotidiana della vita a casa.
Ogni giorno luoghi diversi, incontri nuovi, stati d'animo che si
alternano. Ogni incontro e' un incontro con te stesso, ti confronti, ti conosci
e ti riconosci.
Quando arrivo a Saint Jean Pied du Port sono emozionata. Solo un anno prima iniziavo il mio
primo pellegrinaggio a Santiago, non sapevo a cosa andavo incontro ed ero un
po' in ansia.
Nel Cammino in Spagna si fanno molti più incontri, tutto e' più facile
ed organizzato.
Qui si vive anestetizzati, nella quotidianità del Cammino, con l'obbligo di
uscire dall'Albergue entro le 8.00, preparare lo
zaino, mettersi in forze con una bella colazione e camminare,
camminare, camminare seguendo le frecce gialle.
Lo spirito e' lo stesso ma le sensazioni cambiano, tutto e' più vivo.
Riattraverso luoghi già percorsi e mano a mano riemergono i ricordi e le
sensazioni.
Le percezioni si fanno più forti.
Il fisico ormai e' abituato alle lunghe camminate, 25-30 km al giorno, a
volte 40. Ormai lo zaino non pesa più, le gambe vanno da sole, ai miei piedi le
solite Crocs che fanno stupire tutti gli altri
pellegrini che non credono che si possa camminare comodi. Quando gli racconto
quanti chilometri ho già fatto, e senza vesciche, si ricredono!
Incontro diversi pellegrini che, anche loro, sono partiti dalla loro
patria o dalla Francia. Sono pellegrini "diversi". Camminano soli,
come me, lo sguardo tranquillo, già abituato alle lunghe marce.
Diverso dallo sguardo dei pellegrini che, con ansia, partono per la prima
faticosissima tappa da Saint Jean Pied du Port.
La paura e l'ansia dello "sconosciuto", dell'intraprendere
qualcosa che non si conosce.
A Pamplona, dopo un giorno di riposo, mi arriva il colpo della strega. Si,
quella malefica strega che ogni tanto ti infila un coltello nella schiena e ti
lascia senza fiato. Sono seduta sul letto, non respiro dal male, solo la forza
di prendermi le gambe con le mani e risdraiarmi. Non
mi muovo più per 3 giorni. Al quarto vado a fare due passi. Al quinto mi
rimetto in marcia mandando il mio zaino alla prossima tappa con un taxi. La
sera fisioterapista e, al sesto giorno, via di nuovo come un missile.
Sono le cose che possono capitare, come nel quotidiano della vita. E con
pazienza accetti.
Attraverso la Castilla Leon con giornate di
fortissimo vento, con inquietanti previsioni di arrivo della neve.
Che non si fa viva. Ma la pioggia si, e giusto nel tratto dei due monti
impegnativi.
E finalmente nella bella Galizia, sempre verde e profumata.
Arrivo a Santiago. E' il 21 novembre. Sono nella piazza davanti alla
Cattedrale e non ho particolari emozioni. Solo la domenica, durante la messa,
mi arriva tutta l'emozione che vedevo negli sguardi degli altri al loro arrivo
nella città di Santiago.
Durante il Cammino altri pellegrini mi parlano del Cammino Primitivo. Parte
da Oviedo in Asturia, ed arriva a Santiago dopo "solo" 330 km.
E' la prima via di pellegrinaggio che, nell'anno 824, traccia re
Alfonso che decide di andare a rendere omaggio alle spoglie
dell'Apostolo San Giacomo nel "campo pieno di stelle" (da qui il
nome Compostela). Si sparge la voce ed iniziano ad arrivare da tutta Europa e
dalla Terra Santa, devoti che vogliono raggiungere il luogo dove appunto sono
state ritrovate le spoglie e costruito un Santuario.
Decido che, dato l'allenamento, lo spirito e la voglia di camminare ancora
un po', di andare a fare anche questo Cammino. Su e giù per i monti, sole,
pioggia, nebbia e neve. Pochi rifugi e ancor meno bar dove mangiare. Lunghe
tappe ma di nuovo all'insegna del silenzio e solitudine. Incontro solo 3
pellegrini....
Arrivo di nuovo a Santiago il 5 dicembre.
I dati ?
4 mesi di Cammino, più di 3000 chilometri percorsi, 10 chili di zaino, 4
paia di Crocs straconsumate,
5 chili di peso persi, tante nuove conoscenze, molto luoghi visitati.
Che altro dire? lo stesso dello scorso anno:
Il Cammino e' come il viaggio della vita: un giorno bello, un giorno
brutto, un giorno in discesa, un giorno arranchi...
Quello che dico ora e' che se questo Virus ti attacca non puoi più
fermarti. E' una necessità.
Finisci un Cammino e inizi già a pensare al prossimo.
E' la necessità di evolversi attraverso il Cammino.
Un abbraccio a tutti
Sissi