CAMMINO MAGENTA / SANTIAGO DE COMPOSTELA.

 

ELENCO delle TAPPE

Prima tappa Seconda tappa Terza tappa Quarta tappa

Quinta tappa Sesta tappa Settima tappa Ottava tappa

Nona tappa Decima tappa Undicesima tappa Dodicesima tappa

Tredicesima tappa Quattordicesima tappa

Quindicesima tappa Sedicesima tappa

Finisterre - Muxia

 

Help us to translate this page in English. Send your traslation info@academiaperegrini.it, thank you.

 

Hilf uns bei der übersetzung dieser seite in Deutsch, senden sie ihre übersetzung info@academiaperegrini.it, dank.

 

Aidez-nous à traduire cette page en Français. Envoyez-nous la traduction info@academiaperegrini.it, merci beaucoup.

 

FINISTERRE - MUXIA

!

Laura Basilico

 

La meta nella meta. O forse dovremmo dire “la fine della terra”, perché è questo il concetto che richiama il nome di Finisterre, località sull’oceano che da sempre è guardata con un misto di riverenza e fascinazione dal pellegrino che - con ancora fiato in corpo e voglia di continuare in testa, una volta giunto a Santiago – decide di camminare per altri 90 chilometri. Il capo di Finisterre (oggi Fisterra) era considerato l’avamposto dei luoghi conosciuti, il cui tracciato era indicato in cielo dalla Via Lattea. Una delle leggende fiorite intorno al trasporto della salma di San Giacomo dalla Palestina, fino in Galizia, vuole che i discepoli del santo passarono proprio di qui, per raggiungere il sepolcro. A Finisterre, il pellegrino compie quel rito tra il mistico e il profano raccontato nelle cronache più antiche: “si purifica” con un bagno nell’oceano (e l’acqua gelata rende eroica l’impresa), brucia un indumento indossato durante il cammino per suggellarne la fine e poi raccoglie una delle famose conchiglie sulla spiaggia a prova dell’avvenuto pellegrinaggio. Infine si dirige verso Muxía, ritenuta la vera e propria fine del Gran Camino: qui i pellegrini fanno oscillare la “pedra d’abalar” (“la pietra oscillante”, appunto) in cerca del suo punto di equilibrio. Riti, tradizioni, leggende e storia: il cammino è anche questo. E a questo non si è sottratto nemmeno Angelo Basilico, ex dipendente FNM partito da Saronno il 4 aprile: arrivato in anticipo di una settimana a Santiago de Compostela, Basilico ha avuto la fortuna di visitare la città con una guida di eccellenza, il pellegrino e hospitalero itinerante nonché professore di storia dell’arte che lo accompagna ormai da molti chilometri, scoprendone i lati meno noti e più affascinanti. Dal museo dei galiziani - con le tre scale elicoidali tra cui scegliere per salire al punto più alto della città, al campanile dei gesuiti lasciato incompiuto. A Finisterre Basilico è giunto sabato 19 luglio, “dopo tre milioni di passi”, come lui stesso racconta, per poi “deporre le scarpe” a Muxía lunedì 21. “Al mio arrivo – racconta - l’ufficio del turismo, che avrebbe dovuto consegnarmi il certificato di “fine cammino”, era chiuso. Ma, non so come, la mia manifesta delusione ha intenerito una anziana signora galiziana che, saputo da dove arrivavo , ha interessato la protezione civile del posto, che si è mobilitata per farmi ottenere il documento!”. Restano due giorni di festa e riposo nella magica Santiago. E poi il ritorno a casa che, secondo l’insegnamento dello straordinario Ramon, costituisce il vero punto di inizio del nuovo cammino interiore che il pellegrino intraprende al termine di questa preziosa esperienza. Il vero regalo del cammino è la consapevolezza di sé e dell’altro che si crea in chi lo affronta: un bagaglio ben più sostanzioso dei dieci chili di zaino trasportati per oltre tre milioni di passi.

 

Çtorna all'elenco delle tappe È

Sedicesima tappa  da  PONFERRADA  a  SARRIA

  13 luglio - 19 luglio

!

Laura Basilico

 

La meta è stata raggiunta, il piede posto in quel di Santiago, mercoledì 16, dopo più di 2200 chilometri di cammino. Con oltre una settimana di anticipo sulla tabella di marcia, infatti, è avvenuto l’ingresso in Galizia, precisamente nella località di O’ Cebreiro, a 1250 metri di altitudine, punto più alto prima della discesa verso Compostela che da programma il gruppo avrebbe dovuto raggiungere il 24 di luglio. Perché “il vero cammino va oltre – spiega Angelo Basilico, il cogliatese partito da Saronno il 4 aprile – e, come ho avuto modo di comprendere in questi tre mesi dal confronto con i pellegrini di tutto il mondo, finisce a Finisterre, sull’oceano. Anzi, ancora più oltre, al santuario di Nosa Señora da Barca, a Muxía, sulla Costa della Morte”. È qui che Basilico punta ad arrivare il 20 luglio e da qui ripartirà per ritornare a Compostela in tempo per i festeggiamenti per San Giacomo. Mentre scriviamo, il gruppo di pellegrini, stranieri e italiani, è a Lavacolla, in prossimità dell’aeroporto galiziano. Qui si compie un antico rito: il lavaggio nel fiume del pellegrino, per giungere “pulito e profumato” al cospetto dell’Apostolo. Una località che il chierico Picaud aveva soprannominato Lavamentula, in tono giocoso, ricorrendo al termine latino “mentula”, che si riferisce agli attributi maschili…. Una antica tradizione che si sta perdendo, come ha spiegato Ramón López Caneda, professore di storia dell’arte delle Canarie e ormai inseparabile compagno di viaggio di Angelo, ma che da sempre simboleggia l’inizio della purificazione interiore in vista della fine del pellegrinaggio e che è parte integrante di una impresa che “per chi la vive assume mille significati, oltre a quello religioso”, incalza Basilico. Forse la vede così anche la troupe del National Geographic che venerdì 11, mentre si saliva verso O’ Cebreiro, durante le riprese per un documentario sul Cammino di Santiago e il pellegrino nel XXI secolo, ha voluto raccogliere anche la testimonianza di Basilico e dei suoi compagni di viaggio. Prossimamente, in tv.

 

Çtorna all'elenco delle tappe È

Quindicesima tappa  da  LEÓN  a  PONFERRADA

  6 luglio - 13 luglio

!

Laura Basilico

 

Santiago è davvero vicina, l’impresa sta per volgere al termine, rivelandosi non solo possibile, ma anche meritevole di tanto sforzo. Uno sforzo riconosciuto anche da chi sta vivendo il Gran Cammino da fuori, come il vescovado di León, “caotica città di 150mila abitanti”, per dirla con le parole dei tre ex CRA FNM partiti da Saronno l’ormai lontano 4 aprile, che - nella persona del vicario del vescovo Monsignor Jesús Fernández - ha accolto e festeggiato Angelo Basilico, Giuseppe Gottardi e Pietro Piuri. Insieme a loro, Fabio Cattaneo e Anna Boccardo dell’Academia Peregrini di Magenta, arrivati di sorpresa a León sabato 5 luglio per proseguire con il gruppo almeno fino alla meta e consegnare al vescovado la piastrella con il logo dell'Academia e la targa con lo stemma del comune di Magenta, a nome dell'amministrazione comunale. Durante la visita il vicario ha illustrato al gruppo tutto il palazzo del vescovo, non sempre aperto al pubblico, decantando il chiostro come uno dei più belli di Spagna. “Cosa che possiamo solo confermare. Abbiamo poi avuto la fortuna di visitare anche la cattedrale con una guida preparatissima che ha persino parlato in italiano”, commenta il gruppo. Da domenica 6, che ha visto un cammino di quasi 10 ore e 35 chilometri, Angelo, Fabio e Anna sono arrivati ad Astorga, caratteristica per la sua cattedrale gotica e l’allora palazzo episcopale - oggi museo -, opera di Gaudì. E poi, particolare menzione, ci dicono dalla Spagna, per il museo del cioccolato, il più importante della Penisola Iberica. Quindi il gruppo ha sostato a Foncebadón, attraverso un sali scendi tra pini e querce che li ha condotti a quello che è considerato il punto più alto del cammino, a oltre 1500 metri di altitudine. Paesino quasi abbandonato con 4 o 5 case abitabili e un paio di rifugi per pellegrini, Foncebadón ha regalato ai nostri un momento di silenzio quasi totale. Le condizioni ideali per raggiungere, la mattina seguente, la Cruz de Hierro, croce alta poco più di un metro e mezzo posta su un lungo palo di quercia circondato dalle pietre che nel corso dei secoli i pellegrini hanno lasciato esprimendo ciascuno un desiderio. L’arrivo anticipato mercoledì a Ponferrada rientra nel progetto di Basilico che, a differenza di Piuri e Gottardi ai quali si sono aggiunti i nuovi arrivati da Vercelli, intende proseguire senza rispettare le tappe settimanali programmate all’inizio, per giungere a Santiago intorno al 16 luglio, “toccare” Finisterre e ritornare a Compostela il 24.

 

Çtorna all'elenco delle tappe È

Quattordicesima tappa  da  FROMISTA  a  LEÓN

  29 giugno - 6 luglio

!

Laura Basilico

 

Ospiti esclusivi, è il caso di dirlo. Una sudafricana, un professore spagnolo e Angelo Basilico sono stati i primi pellegrini del 2008, venerdì 27 giugno, ad alloggiare nel rifugio presso le rovine del convento di San Antón, ulteriore testimonianza della presenza di templari lungo il Cammino di Santiago, come Terradillos de Los Templarios, tappa del 2 luglio, dove visse Jacques de Molay, ultimo Gran Maestro dell’Ordine, fino al suo rientro in Francia nel 1307 su ordine di Filippo il Bello, che già ordiva l’istituzione del processo-farsa che avrebbe portato all’arresto e poi al rogo di tutti i Cavalieri del Tempio. “Tutte le guide che abbiamo consultato – precisa Basilico – non parlavano della presenza di un rifugio per i pellegrini presso il convento. Ma Ramón, il professore spagnolo, non aveva dubbi. L’ho tempestato di domande sui templari da quando l’ho conosciuto e alla fine lui stesso mi ha proposto di alloggiare in questo luogo fantastico”. Dopo qualche ora dalla mattiniera partenza venerdì 27, una telefonata li ha avvisati di lavori di restauro al convento: l’impresa sarebbe fallita, se i tre non si fossero soffermati a rimirare le rovine attirando l’attenzione quasi infastidita del guardiano José Manuel, che ha suggerito loro di tornare in serata, sperando di poter essere ospitati per la notte. Raggiunta Castrojeriz, quindi, i tre non hanno demorso e dopo mezzora di attesa del dueño Campo Ovidio ha firmato le credenziali e li ha invitati ad alloggiare nel convento. La serata è passata con un piatto di pasta al pomodoro gustata a lume di candela, con José Manuel che intonava canzoni di Segovia, in un contesto davvero suggestivo. Rafforzato dal fatto che solo dal giorno dopo il rifugio sarebbe stato aperto anche agli altri pellegrini di passaggio. E dalla presenza quasi magica del proprietario Campo Ovidio, poi rivelatosi essere un professore dell’università di Burgos oltreché appassionato del Cammino – ha percorso 2500 chilometri da Madrid a Roma – che sei anni fa si è preso la briga di restaurare il convento chiuso da un secolo, chiedendo agli ospiti solo un piccolo donativo. “Un particolare ringraziamento a Ovidio per la splendida esperienza. La fermata successiva a Castrojeriz – commenta Basilico – ha confermato quello che avevo iniziato a pensare all’ingresso in Spagna. Gli hospitaleros, i volontari degli albergue municipali o parrocchiali, dedicano passione e attenzione ai pellegrini, soprattutto se capiscono che sono realmente interessati al Cammino. Curano slogature e tendinite, non solo semplici gestori volontari, sanno comprendere le necessità dei pellegrini e consigliarli nelle tappe successive. Senza chiedere nulla in cambio, per loro prima di tutto viene il cammino”. Basilico, Giuseppe Gottardi e Pietro Piuri stanno proseguendo su percorsi diversi le tappe giornaliere, per ritrovarsi in quelle settimanali, almeno fino a León, dove incontreranno il vescovo. Basilico infatti vuole proseguire fino a Finisterre per poi tornare a Santiago il 24 luglio, fine di questo lungo e appassionante percorso di oltre 2mila chilometri.

 

Çtorna all'elenco delle tappe È

Tredicesima tappa  da  SANTO DOMINGO DE LA CALZADA  a  FROMISTA

  22 giugno - 29 giugno

!

Laura Basilico

 

Italiani, spagnoli, francesi, certo. Ma anche tedeschi, finlandesi, svedesi. Statunitensi, sudafricani e coreani. Man mano che Santiago si avvicina (siamo quasi a 400 chilometri) il mondo intero sembra essersi dato appuntamento in Castilla y León, per percorrere gli ultimi tratti del Gran Cammino. Come dimostra anche l’aumento di accessi al sito dell’Academia Peregrini, “mente” e organizzatrice dell’avventura insieme agli Amici della Via Francigena di Vercelli, che ha registrato visite da Sudafrica, Brasile, Israele, Guatemala…. Un’avventura sempre più dal valore umano: nell’albergo parrocchiale di Grañón, dove i pellegrini partiti da Saronno hanno dormito prima di chiudere la tappa di Santo Domingo de la Calzada, su 40 ospiti dieci erano italiani, gli altri praticamente da tutto il mondo. Ma nonostante le difficoltà di comprensione, ognuno ha contribuito alla cena, chi lavando i piatti, chi apparecchiando. Qui una volontaria friulana, Anita, ha accolto i nostri con frutta fresca, senza sapere nemmeno che fossero pellegrini. Mentre la sua omonima pugliese ha dato loro assistenza, ha cucinato la cena e preparato la colazione con le offerte degli ospiti. E li ha salutati leggendo loro due poesie. Ispirate dal cuore sono anche le deviazioni dal percorso prestabilito, come quella a Ventosa suggerita dall’associazione riojana, o come quella alle rovine dell’antico Hospital di Navarrete. Per finire – almeno per il momento – di nuovo sulle tracce dei templari: tra mercoledì e giovedì la meta è San Antón, a 40 chilometri da Burgos, luogo che tutte le guide citano per le rovine del convento degli Antoniani, che il pellegrino e professore spagnolo Ramón López Cadena assicura essere testimonianza della presenza dei Templari oltreché luogo di sosta notturna per i pellegrini. In mezzo, tra saliscendi, colline di grano e grandi silenzi, la sosta a Tardajos, antico paese di origine precristiana, con un albergo nella chiesa di San Juan, prima di affrontare le assolate mesetas verso León.

 

Çtorna all'elenco delle tappe È

 

Dodicesima tappa  da  PUENTE LA REINA  a  SANTO DOMINGO DE LA CALZADA

  15 giugno - 22 giugno

!

Laura Basilico

 

Hanno sempre gli stessi vestiti, sono tutti più o meno affaticati allo stesso modo, quando camminano per diverse ore stanno in silenzio a meditare, mangiano tutti pressoché le stesse cose, si curano i piedi imitandosi a vicenda. Quando arrivano negli ostelli fanno subito la doccia e poi tutti a turno a lavare mutande, calze, magliette, pantaloni.... E poi, se c'è sole, dopo che ognuno ha scritto i propri appunti, è il momento della conversazione. In quel momento, emergono i diversi punti di vista dei pellegrini, le loro differenti conoscenze, le personali impressioni. Man mano che il traguardo si avvicina – Santiago, domenica 22, sarà a circa 600 chilometri di distanza – e benché la vista, i colori, i sapori e i profumi siano spettacolari almeno tanto quanto quelli dei paesaggi incontrati finora, i commenti dei pellegrini si soffermano sempre più sulla straordinaria esperienza umana che stanno vivendo. Le stesse impressioni raccolte dai due professori spagnoli compagni di viaggio di queste settimane e divenuti parte integrante del gruppo. “Poche persone tendono a qualificarsi – spiega meglio Angelo Basilico –, prima di tutto si è pellegrini, credenti e no. La carica e la ricchezza umane sono fortissime”. Come forte è l’entusiasmo con cui il gruppo accoglie le meraviglie storiche del cammino, sempre più contrassegnato da citazioni su Santiago de Compostela. Tra queste la Basilica di Eunate, antica costruzione dei cavalieri dell’ordine dei Templari e, ristrutturata, riservata ai pellegrini di passaggio, dove i nostri hanno compiuto un antico rito di meditazione e cenato insieme al guardiano dell’eramo, come se fossero la sua famiglia. E poi il retablo barocco a Viana in cui furono custodite le spoglie di Cesare Borgia, figlio di papa Alessandro VI e morto in un agguato teso da mano anonima. Ma anche il Santo Sepolcro a Rio del Torres, presunta chiesa dei Templari. A Logroño, dove il gruppo è arrivato mentre scriviamo, è infine avvenuto l’incontro con Socorro Rodríguez Jimenez, Presidente dell'Asociación Riojana Amigos del Camino de Santiago, che ha consegnato loro, oltre al tradizionale gagliardetto, anche magliette personalizzate. Il tutto innaffiato da ottimo vino della Rioja…

 

Çtorna all'elenco delle tappe È

 

Undicesima tappa  da  JACA  a  PUENTE LA REINA

  8 giugno - 15 giugno

!

Laura Basilico

 

Arrivati a Puente de la Reina domenica 15, i chilometri macinati dalla partenza del 4 aprile da Saronno saranno 1.462. In mezzo, vigneti, risaie, pioggia, neve e canali. Ma anche paesaggi… lunari. Queste le parole del vercellese Pierluigi Serra: “Martedì, lasciato il cammino aragonese e varcata la provincia della Navarra, il sentiero ha iniziato a snodarsi tra collinette e pendii scoscesi di aspetto lunare, lisci e arrotondati dai fenomeni atmosferici. Sono antichi sedimenti di argille calcarizzate color grigio-azzurro, sui quali la vegetazione attecchisce a fatica, caratterizzati da minute schegge di roccia causate da primordiali frane sottomarine”. La tappa è iniziata con una deviazione, suggerita da Luciano Lafranconi di Volpiano (TO), da Jaca a San Juan de la Peña per poi tornare a Santa Cilia, che ha permesso di visitare a San Juan il Monasterio Viejo, gioiello dell’epoca medioevale, e il Monasterio Nuevo, che completa il sito storico-artistico del paese. Un tuffo nella storia reso ancora più magico e significativo dai racconti dei due professori universitari spagnoli incontrati lungo il cammino, docenti di storia dell’arte, che si sono rivelati non solo “pozzi di scienza e conoscenza” ma anche perfetti conoscitori della lingua italiana. Oltre che piacevoli compagni di viaggio, magari nuove amicizie da “portarsi a casa” al ritorno da Santiago.

 

Çtorna all'elenco delle tappe È

 

Decima tappa  da  PAU  a  JACA

  1 giugno - 8 giugno

!

Laura Basilico

 

Il racconto di questa settimana dei pellegrini in viaggio per Santiago non può prescindere da qualche osservazione sulla deviazione a Lourdes di giovedì scorso: “Abbiamo avuto l’impressione che i cattolici di tutta la Francia si fossero dati appuntamento qui. C’erano anche molti spagnoli, italiani, americani etc… ma chi l’avrebbe mai detto che le molte chiese chiuse o abbandonate che abbiamo incontrato nell’attraversare la Francia potessero convivere con così tanti fedeli d’Oltralpe?”. È un punto di vista privilegiato quello dei pellegrini che giovedì 5 varcheranno il confine franco-spagnolo. Il punto di vista di chi viaggia a piedi, può sentire i profumi e godere dei colori del paesaggio. Soffre per la pioggia (tanta) e si ripara dal sole come può. Le emozioni e le sensazioni sono amplificate, la tappa di 40 chilometri che lunedì 2 li ha portati da Pau a Oloron-Saint-Marie viene affrontata con determinazione e anche gioia perché tra i nuovi arrivati c’è una vecchia conoscenza del cammino: è Daniele Nasi di Volpiano (Torino), in viaggio per due settimane e già compagno dei nostri nella tappa fino a Embrun. È una piacevole novità anche l’abbandono delle strade asfaltate per tornare a camminare sui sentieri. È una sorpresa la visita di un italiano, Mariano Todeschini, sposato con una francese da 30 anni, che li ha cercati dopo aver saputo del loro cammino dal fratello, dirigente della Cisl di Milano, tramite il sito www.academiaperegrini.it. È pazienza d’altri tempi quella che li spinge ad aspettare l’apertura del centro di accoglienza di Sarrance, nonostante la pioggia abbia messo momentaneamente fuori uso la tecnologia con cui scambiare due chiacchiere con i famigliari a casa…. Dopo due mesi esatti di cammino per i tre ex FNM partiti da Saronno, iniziata la discesa dei Pirenei e passata la Val d’Aspe, giovedì il gruppo arriverà al Passo del Somport, valico che segna la frontiera tra Francia e Spagna e inizio del Camino Aragonés, per giungere a Jaca sabato 7. Santiago è più vicino, e il cuore ancora più ricco.

 

Çtorna all'elenco delle tappe È

 

Nona tappa  da  SAINT GAUDENS  a  PAU

  25 maggio – 1 giugno

!

Laura Basilico

 

Saranno 1200 tondi tondi i chilometri percorsi fino a domenica 1° giugno dai tre ex dipendenti FNM partiti da Saronno il 4 aprile. “Venerdì scorso – commentano – avvicinandoci a Cazères, per incanto sullo sfondo abbiamo scorto i Pirenei. Una visione che ci ha messo di buon umore, nonostante la pioggia battente, e ci ha resi consapevoli della distanza percorsa”. Sabato 24, dopo otto ore di cammino sotto l’acqua, ad accogliere e ospitare il gruppo partito da Castelnaudary c’era una delegazione del comune di St Gaudens, da cui poi ha preso il via la nona tappa verso Pau. Una tappa difficile, per via delle condizioni meteo, ma anche ricca di stimoli: paesaggio, vegetazione e clima ricordano le prealpi. “Siamo ormai lontani dal bel clima della Provenza!”, scherzano i pellegrini. L’impresa si sta rivelando per certi versi una sorpresa anche dal punto di vista umano. “Ogni giorno riceviamo un’accoglienza quasi inaspettata. I nostri ospiti capiscono le nostre esigenze prima che noi possiamo chiedere qualsiasi cosa. Così anche una minestra calda ci fa sentire a casa”. Mentre stanno per arrivare a Lourdes, deviazione del percorso originario in occasione dei 150 anni dall’apparizione a Bernardette, il tempo sembra volgere al bello. Una deviazione benedetta, è il caso di dire…

 

Çtorna all'elenco delle tappe È

 

Ottava tappa  da  CASTELNAUDARY  a  SAINT GAUDENS

18  maggio – 25 maggio

!

Annarosa Boccardo

e le sue foto

 

Quando ho deciso di partecipare ad una tappa del grande cammino Magenta Santiago di Compostela, e precisamente Castelnaudary – Saint Gaudens il mio pensiero è subito tornato a tanti anni fa, quando ebbi occasione di percorre questo tratto in macchina con compagni di viaggio che fanno parte della mia vita affettiva, e il ricordo di quell’esperienza è tutt’oggi profondamente vivo in me . Fortunatamente sono provvista di buona memoria e ben mi ricordavo il territorio. La mia avventura inizia la mattina del 19 maggio verso le 7.30 con i miei tre pellegrini di tappa più gli altri quattro pellegrini che stanno facendo in maniera oserei dire “eroica” tutto il cammino . Abbiamo iniziato uscendo da Castelnaudary per immetterci lungo la sponda del Canal du Midy, dove file interminabili di platani secolari fanno da sfondo a quest’opera di immane grandezza voluta da Luigi XIV e realizzata dall’Ing. Idraulico Pierre Paul Riquet nel 1661 lungo 240 km, che collega l’oceano Atlantico con il mar Mediterraneo. Lungo le sue sponde trovano rifugio tanti animali, germani reali dalle piume colorate, cigni, ed una serie interminabile di altri uccelli. Le chiuse per la risalita delle barche sono un vero gioiello dell’ingegneria grazie al nostro scienziato Leonardo . Quel giorno abbiamo fatto un full-immersion nella natura e ti sembra di raggiungere una pace interiore che solo quell’acqua che lì scorre da più di trecento anni può darti. Ai bordi dell’alzaia, ginestre, iris selvatici, piccole orchidee dai colori accesi: una meraviglia. I dolori sono incominciati alle tappe dei giorni successivi quando abbiamo iniziato a camminare quasi totalmente sull’asfalto e per chi, come me, abituata al cammino di Santiago dove tutto si svolge su tratti sterrati, è stata veramente molto dura. Fortunatamente la magnifica natura circostante, ha alleviato le mie “pene”, infatti bearsi di paesaggi che ti danno carica a livello visivo aiuta corpo e spirito . Il giorno della tappa da Labage Innepole a Muret, è stato veramente l’apice della bellezza. Crinali in lontananza con case coloniche di un rosa salmone che sembravano scorci di cartoline, campi seminati a segale, frumento o semplicemente arati, intervallati da piccoli boschetti, illuminati da un sole cocente, ti davano una spinta emotiva tale da farti dimenticare il peso dello zaino e la fatica dell’asfalto. Il silenzio regna sovrano, solo il frinire delle cicale lo spezza. La bellezza del territorio è qualcosa che affascina; sembra di essere nella nostra bella Toscana verso Siena o giù di lì. C’è molta opulenza, ma forse è un impressione sbagliata, è la terra curata, amata, lavorata ad essere così ricca. La cordialità delle persone incontrate a Rebique, precisamente tre signore, facenti funzioni di bibliotecarie nel loro piccolo paese, è qualcosa che ti tocca, perché saputo della nostra iniziativa si sono premurate di offrirci alcuni generi di conforto per poter meglio proseguire il nostro cammino. Proseguendo verso Carbonne notiamo delle insegne “Croix Catare” e siamo immersi nella regione della Linguedoc. Allora si tenta di ricordare quanto studiato una vita fa a scuola il significato della parola Cataro e tutti tentano di dare un’interpretazione alla parola. L’Angioletto, uno dei nostri compagni (che sa bene la storia!) dice che forse erano dei pellegrini come noi, e io gli dico, no! che sono stati degli eretici medievali che predicavano un’assoluta purezza di vita e in queste zone sono stati bruciati dall’ Inquisizione per il loro pensiero così progressista tanto da attirare l’ira del potere religioso. La penultima tappa del mio cammino si ferma a Le Fréchet da Madame Iosianne, una signora che ci ha ospitato nel suo agriturismo immerso nel verde della campagna dei piccoli Pirenei con cespugli di rose antiche, iris, lavanda e una folta vegetazione alle spalle del casolare. L’atmosfera all’ora di cena era rilassante anche in previsione dell’ultima tappa finale dell’indomani. Ci ha servito appetitosi piatti francesi e la stanchezza di un percorso di 34 Km che ha messo a dura prova tutti quanti era passata in secondo piano, quasi sembrava dimenticata. Sant Gaudens!!! Stiamo arrivando…. Siamo partiti da Le Fréchet verso le ore 8,00 sotto una pioggia battente che non ha dato tregua per tutto il tragitto diventato oltremodo difficoltoso per il traffico di auto che sfrecciavano come dannate sollevando pioggia e vento. E’ stata una tappa veramente faticosa perché non siamo neanche riusciti a rifocillarci lungo il cammino tanta era la voglia di arrivare alla meta, che sembrava veramente irraggiungibile. Finalmente verso le 15,30 abbiamo intravisto le prime case di Sant Gaudens molto stanchi, bagnati, e ognuno con i propri pensieri e con ben 33 Km nelle gambe tutto sull’asfalto. Nel tardo pomeriggio abbiamo consegnato al sindaco di Sant Gaudens, madame Marie, il Gagliardetto dell’ Academia Peregrini in segno di amicizia. E’ stata un’esperienza che ha messo a dura prova le mie resistenze fisiche e sono arrivata alla conclusione che Santiago dalla lontana Spagna ha provveduto largamente a sostenermi! Ultreya!!

 

!

Laura Basilico

 

Gli addetti delle chiuse vinciane che cadenzano il Canal du Midi sono come gli storici casellanti guarda barriere che tanto tempo fa gestivano il traffico dei treni lungo la linea delle Ferrovie Nord e che, in qualche caso, si occupavano persino dell’arredo del posto di guardia con tanto di giardinetto e orto. Proprio come l’addetto alle chiuse che i pellegrini in cammino per Santiago hanno incontrato alla loro partenza da Castelnaudary, per l’ottava tappa che li porterà a Saint Gaudens domenica 25. Abbandonate le trafficate strade nazionali, il gruppo si sta letteralmente godendo le bellezze naturali e storiche del Lauragais: “Come l’obelisco omaggio all’ingegnere francese – spiegano ormai giunti a Tolosa – che ha progettato il Canale rendendo di fatto possibile l’intuizione geniale di Leonardo sulle chiuse… purtroppo, ci pare, non potendo vedere l’opera finita perché scomparso sei mesi prima dell’inaugurazione”. Entusiasmati dal percorso e per nulla scoraggiati dal tempo non sempre favorevole, i pellegrini hanno deciso di allungare la tappa verso Tolosa di qualche chilometro, continuando a costeggiare il Canale – piuttosto in salita, tra l’altro - invece di prendere la strada nazionale: “Un’opera imponente, che merita ancora uno sguardo dal punto di vista dell’habitat naturalistico. Sembra di essere nella meravigliosa Toscana!”, hanno commentato, felici di aver trovato sole contro ogni previsione. A 3 chilometri da Muret, tra l’altro, un francese di origine vicentina ha dato loro il numero di telefono della zia emigrata, sempre desiderosa di conoscere connazionali. Italiani nel mondo, e che mondo, quello che stanno scoprendo e assaporando i pellegrini che – più di 1000 i chilometri sulle spalle – la sera, dopo la meritata doccia, pensano già alla tappa successiva. Piacere per il cammino, o voglia di riabbracciare gli affetti, dopo quasi due mesi?

 

Ç<torna all'elenco delle tappeÈ

 

Settima tappa  da  BÉZIERS  a  CASTELNAUDARY

11  maggio – 18 maggio

!

Laura Basilico

 

Dopo quasi cinque settimane di cammino immersi nella natura, tra neve, campi di lavande e iris selvatici, i pellegrini avranno dovuto faticare non poco per sopportare l’abbandono dei cammini e delle strade sterrate per intraprendere quelle nazionali e tangenziali verso Béziers, punto di arrivo della sesta tappa. Due le consolazioni: l’8 maggio, giorno in cui i nostri hanno lasciato le strade sterrate, è festa nazionale in Francia per la fine della Seconda Guerra Mondiale, e questo ha impedito ai camion di circolare, almeno per quel giorno. E poi, la deviazione dal cammino di Santiago consentirà loro di passare per Lourdes, a fine mese. Lasciando la Provenza per entrare in Linguadoca-Rossiglione, inoltre, occhio e palato sono stati ripagati da lunghe distese di vigneti e luoghi in cui degustare i vini tipici, in particolare quelli dell’area di Carcassonne. I pellegrini sono arrivati nella cittadina francese giovedì 15, costeggiando il Canal du Midi, canale artificiale lungo 240 chilometri, costruito per collegare l’Atlantico al Mediterraneo e regolato da chiuse presenti lungo il percorso, dovute al dislivello dell’acqua, più basso vicino Carcassonne e più alto a nord. La zona è famosa anche per le numerose e suggestive chiese, costruite come fortezze, eredità di un periodo di violenti battaglie religiose come quelle che hanno coinvolto il movimento dei catari. Tra storia, resti antichi, natura e gastronomia, non si può dire che i pellegrini partiti da Saronno quasi 920 chilometri fa non si stiano godendo la vita….

 

Çtorna all'elenco delle tappeÈ

 

Sesta tappa  da  ARLES  a  BÉZIERS

4  maggio – 11 maggio

!

Laura Basilico

 

Hanno lasciato la via Domitia per intraprendere il vecchio cammino francese per Compostela (la via Tolosana) i pellegrini che domenica 4 erano ad Arles per il cambio staffetta e per festeggiare il gemellaggio con Vercelli. Per l’occasione il Cra delle FNM ha consegnato una lettera di saluto al circolo ferrovieri di Arles, auspicando l’inizio di scambi tra i due gruppi. Da qui, ospiti di Giuliana Brancadoro (abruzzese) e Jean Pierre Badziach (francese), i pellegrini sono ripartiti lungo un percorso che ricorda quello dell’inizio: numerose infatti (e simili a quelle vercellesi) le risaie da Arles e St. Gilles du Gard. E numerosi i ciliegi carichi di frutti già maturi che i pellegrini hanno subito preso all’assalto. Oltre ai quattro (Basilico, Piuri e Gottardi del CRA FNM e poi Giuseppe Pigino, di Vercelli) che percorreranno tutti i 2200 chilometri del tragitto, questa settimana verso Béziers ci sono anche due trevisani e due vercellesi. Più, ma solo per la tappa di martedì 6, una new entry, il francese Jacques Rieme, anche lui diretto a Santiago. Alla domanda “Come sta andando? Si sentono i 790 chilometri nelle gambe?”, i pellegrini hanno risposto raccontando entusiasti del bellissimo museo di fotografia e cinema di Villetelle, delle autorità del paese che li hanno rincorsi per dar loro un DVD su Villetelle con tre bottiglie di vino. E poi, dei francesi che incontrano sul cammino che (stupore!) si dimostrano informatissimi sull’impresa dei quattro che faranno tutto il percorso. Ma anche della notte a Gallargues-le-Montueux, trascorsa dormendo per terra in una palestra, come vuole il vero spirito del cammino.

 

Çtorna all'elenco delle tappeÈ

 

Quinta tappa  da  FORCALQUIER  ad  ARLES

27  aprile – 4 maggio

!

Laura Basilico

 

Si dice “Chi non ha testa abbia gambe”. E ai sette pellegrini in viaggio da Forcalquier ad Arles le gambe non mancano proprio: 140 i chilometri della settimana, 640 quelli percorsi dal 4 aprile da Angelo Basilico, Giuseppe Gottardi, Pietro Piuri del CRA FNM di Saronno. Ma anche la testa, o forse dovremmo dire il cuore, fanno la loro parte. Racconta Basilico: “Vogliamo ringraziare Dino Olivetta, che ha accompagnato il gruppo per due settimane da Embrun ad Arles, per tutta l’assistenza logistica ma anche per le riflessioni che ci ha regalato. Prima della partenza giornaliera ci leggeva o faceva leggere ad altri pellegrini i suoi pensieri e appunti: Nel cielo ci sono molte stelle. Se dalle stelle ci fosse qualcuno che ci vede, vedrebbe dei pellegrini come nel Medioevo. Ti fanno sentire molto piccolo, è il cammino delle stelle verso Santiago. La mia casa è lontana, le stelle sono lontane eppure le sento vicine, sul cammino le stelle brillano molto di piú!”.

Passando da Roussillon verso Notre Dame de Lumières, Basilico e Giuseppe Pigino (che insieme a lui, Gottardi e Piuri percorrerà tutti i 2200 chilometri del viaggio) hanno deviato dal percorso originario di mercoledì 30 aprile, allungandolo di 10 chilometri, ma godendo così dell’omonimo parco e delle splendide terre rosse e ocra che caratterizzano il territorio.

Domenica i pellegrini arriveranno ad Arles, città gemellata con Vercelli, da cui è partito il gruppo con i tre ex dipendenti FNM e soci del CRA di Saronno. Qui si terrà un incontro in municipio con sindaco e autorità per il cambio staffetta a cui potranno partecipare anche amici e parenti dei pellegrini (info su www.academiaperegrini.it).

 

Çtorna all'elenco delle tappeÈ

 

Quarta tappa  da EMBRUN  a  FORCALQUIER

20  -  27  aprile

!

Laura Basilico

 

Sulla via Domitia, antica strada di collegamento tra Nimes e i Pirenei, tratto francese del Cammino per Santiago e testimonianza dei fasti dell’Impero romano, raggiunta Briançon e poi Les Vigneaux, i nostri hanno intrapreso un impegnativo percorso di montagna che da Mont Dauphin li ha portati al cambio staffetta a Embrun: l’incontro con un alpino francese che ha “spiegato” loro le tecniche di utilizzo della piccozza, e poi la neve fresca, il sole e la bella giornata oltre ai panorami mozzafiato hanno ripagato i nove pellegrini della fatica di compiere gli ultimi 26 chilometri del percorso.

E, con 354 chilometri nelle scarpe, lunedì 21 sono ripartiti da Embrun – destinazione Forcalquier - con un nuovo compagno di viaggio che li ha condotti fino a Savines Le Lac, prima tappa del percorso di questa terza settimana di cammino. Dreptin Jean, 70 anni, pensionato, presidente dell’associazione dei pellegrini di Embrun, ha accompagnato il gruppo alla scoperta di resti romani venuti alla luce in seguito a lavori sul manto stradale: durante l’impero romano, Embrun era considerata capitale delle Alpi. Sulla strada, tra Embrun e il lago di Serre-Ponçon, una visita all’abbazia di Boscodon, monastero abbandonato dalla rivoluzione francese, in seguito presidio dei partigiani e infine ricostruito nel 1972, ospita oggi tre comunità religiose… e un frate di campagna di Venezia.

 

Çtorna all'elenco delle tappeÈ

 

Terza tappa  da SUSA  a  EMBRUN

14  -  20  aprile

!

Alessandra Andenna

 

E’ lunedì 14 aprile, sono le 7,30, è tempo di lasciare Susa. Incontreremo Chiomonte e l’imponente forte di Exilles; in realtà vediamo ben poco perché una pioggia intensa ed un vento freddo ci offuscano la vista e ci fanno desiderare solo un bar, ovviamente nella valle al lunedì mattina sono tutti chiusi! Tutti tranne uno e lo facciamo nostro.

Troviamo un bretone che arriva dalla Finlandia in bicicletta. La bicicletta si è rotta: hanno  ceduto prima i raggi delle gambe.

Ad Oulx facciamo tappa e lo salutiamo. Timbriamo le credenziali dal prete che ci dà una bottiglia di vino e dato che sarebbe un peso in più per le nostre spalle lo finiamo in fretta.

Saliamo verso Claviere; la strada si avvicina al cielo, lo zaino spinge verso la terra, il peregrino diventa piccolo piccolo ma continua ad avanzare: guarda il sole, le grandi montagne bianche, i camosci e sorride.

Da Claviere ripartiamo con gli omaggi degli albergatori: yogurt e frutta.

Al Monginevro le mani fanno male dal freddo ma siamo nel punto più alto del cammino, al confine francese, una foto è dovuta.

Scendiamo su Briancon: la vista dei suoi forti dall’alto ci riempie gli occhi, peccato si cammini sempre sull’asfalto ma il sentiero è ancora innevato.

A Briancon troviamo amici arrivati in macchina...macchina…strano modo per muoversi.

Lasciamo Briancon e finalmente possiamo accontentare i nostri piedi desiderosi di terreno morbido, anche se in salita.

La giornata è bella ma, si sa, in montagna il tempo cambia in un attimo e ci ritroviamo in una nevicata stupenda: i profili sono ora bianchi e la roccia rossa della Têt d’Aval ne è esaltata.

Giorno nuovo meteo nuovo: sole. Sole che ci permette di ricaricare i nostri cervelli fotovoltaici ed arriviamo alla cittadella fortificata di Mont Dauphin, dove un vecchio alpino ci racconta come la sua piccozza gli abbia salvato la vita.

Ultimo giorno di cammino per arrivare ad Embrun. Le recenti nevicate ci regalano ancora forti contrasti. Il sentiero non è facile: molti dislivelli, un ponte semi diroccato, ma ci ripaga con la sua bellezza. 32 km dopo vediamo la cattedrale di Embrun sotto di noi.

Per qualcuno questo cammino finisce qui, per altri durerà ancora un po’, per pochi finirà a Santiago…Embrun val bene una festa!

 

Çtorna all'elenco delle tappeÈ

 

Seconda tappa  da VERCELLI  a  SUSA

7  -  13  aprile

!

Vera Biagioni Barducci e Carlo Barducci - Firenze, 1.05.08

 

E finalmente è arrivato il giorno della partenza per il Grande Cammino. Iscritti già dall’ottobre 2007 stamattina, 7 aprile 2008, siamo qui a Vercelli davanti al Billiemme pronti a partire con il gruppo per la nostra settimana di staffetta fino a Susa.

Il Parroco ci porge il suo saluto e ci dà la benedizione. Sono venuti a salutarci gli amici di Vercelli, alcuni dei quali ci accompagneranno per un tratto ed altri per tutta la prima tappa. Tutti sembriamo contenti, quasi emozionati, nonostante che per alcuni di noi non sia la prima volta che partiamo per un pellegrinaggio.

Poco dopo la partenza ci immergiamo nella bella campagna vercellese. Le immense distese delle risaie allagate “il mare a quadretti” e la catena delle montagne innevate, da me viste in precedenza solo da un’auto in corsa, mi hanno affascinato. Fa caldo, ed è una gran bella sorpresa trovare al lato della strada Dino e Franco che ci distribuiscono bevande, biscotti, ed altro.

Carlo Barducci, mio marito, nientedimeno che il primo pellegrino ufficiale, ha avuto la pessima idea di farsi male ad un ginocchio e così per questa prima tappa si è spostato in macchina marinando tutti i suoi compiti. Ci ritroviamo tutti a Lamporo dove Don Francesco ci accoglie con il suono festoso delle campane e ci riserva una calorosa accoglienza in parrocchia. La giornata si conclude a tavola in un clima di festa, con il saluto del Sindaco e di tanti amici venuti da Vercelli. Continuando il nostro cammino ci deliziano i bei paesaggi del Piemonte, ricchi di acqua e di canali molto ben illustratici da Dino, di Chivasso, che è con noi per due tappe che ci fa anche da guida in questa zona che ben conosce. Cordialissima accoglienza da una famiglia a Gassino che offre alloggio ad alcuni di noi e la cena a tutti. Cari amici, grazie. Il giorno successivo la nostra meta è Torino. Nel pomeriggio chi va a visitare la città, chi in cappella a pregare, che rimane a curarsi ginocchio o piedi. E la sera tutti a fare uno spuntino in trattoria.

Il giorno 10 lasciando Torino, il Corso Francia sembra non finire mai. Ci sono buoni camminatori in questo gruppo (non io, e tanto meno Carlo infortunato), parlo di Giuseppe Conti, di Giorgio, Vittorio e della Renata, l’altra donna del gruppo, anche lei di gamba molto lesta. E poi ci sono i “Magnifici Quattro”, coloro che andranno fino a Santiago e che, ovviamente, non possono che essere buoni camminatori. Sono i tre di Saronno, Giuseppe Gottardi, Pietro e Angelo più Giuseppe Pigino di Vercelli, veterano di Cammini. Ammirevole, in questi quattro pellegrini, la volontà e il coraggio dimostrato progettando un cammino lungo oltre duemila Km. Auguro loro di superare eventuali momenti di difficoltà e di arrivare alla Piazza dell’Obradoiro, con alle spalle un’esperienza che sicuramente lascerà un segno importante nella loro vita. Verso le 13 siamo ad Avigliana. Dall’Istituto dei Salesiani dove siamo alloggiati si gode di un panorama bellissimo, con vista sul lago e colline circostanti.

E il giorno 11, provenienti da Avigliana - S. Ambrogio, saliti su per la mulattiera, alle 11,30 si arriva alla Sacra di San Michele, il luogo che per secoli ha ospitato i pellegrini provenienti da oltr’Alpe e diretti a Roma e a Gerusalemme. La vista dell’imponente opera, bellissima, suscita sempre grande meraviglia. A gruppetti facciamo la visita all’interno della Sacra. C’è un gran silenzio, e in questa atmosfera di pace la mente va ai tanti pellegrini nostri predecessori che qui certamente si saranno raccolti in preghiera e soffermati in silenzio a fare le proprie riflessioni, proprio come oggi stiamo facendo noi.

Più tardi, nella stanza assegnataci, sulle nostre brandine gentilmente portateci da Franco, trascorriamo un bel pomeriggio tutti insieme. Ormai siamo un gruppo ben affiatato e, come di solito avviene fra pellegrini, la nostra sembra essere un’amicizia di vecchia data. E ci siamo anche divertiti assistendo ad una “rappresentazione teatrale” con gli “attori” Giuseppe Gottardi e Beppe Pigino: Beppe, dall’alto della sua esperienza, elargisce benevoli consigli sul peso degli zaini. Gottardi sta al gioco sottoponendo pezzo per pezzo il contenuto del suo zaino all’esame del Pigino il quale, ad ogni indumento od oggetto mostratogli, severo, sentenzia: questo si, questo no, questo si, questo no. Fino a riempire una borsa di roba da rimandare a casa. E tutti noi, “pubblico”, ridiamo divertendoci un mondo! Oggi è l’ultimo giorno che siamo tutti insieme, peccato.

Affrontiamo l’ultima tappa scendendo dal versante verso Chiusa, per un sentiero di acciottolato bagnato e nascosto tra le foglie. Diversi di noi ci siamo fatti dei bei ruzzoloni, per fortuna senza conseguenze. Il percorso lungo la Valle di Susa è molto bello, tra i verdi prati e boschi delimitati da ambo le parti, da catene di montagne. Nel pomeriggio prendono il treno per il ritorno a casa, Giorgio, Pino, Vittorio e la Renata. Ci dispiace vederli partire. Al Centro Rosaz delle Suore Francescane Missionarie dove alloggiamo, siamo rimasti solo in sei: Beppe, i tre di Saronno, e Carlo ed io. E’ venuto con un giorno di anticipo per la prossima staffetta, Daniele, pellegrino con il quale abbiamo fatti altri Cammini verso Roma e Bari. Ci ha fatto un gran piacere rivederlo.

Al mattino ci salutiamo, con un po’ di tristezza.

Ringraziamo L’Academia Peregrini di Magenta e gli Amici della Via Francigena di Vercelli per l’importante iniziativa del Grande Cammino che ha permesso a noi, e a tanti altri, di fare una bellissima esperienza.

Un grazie ai volenterosi organizzatori che di giorno in giorno ci hanno assistito con la fornitura di brandine ove occorrevano, di ristoro e di informazioni, con il risultato che tutto è andato benissimo. E grazie anche agli amici del gruppo con i quali siamo stati in piacevole compagnia per tutta la settimana.

 

7  -  13  aprile

!

Laura Basilico

La gente e il calore di Vercelli, la pace delle risaie e i colori del Monte Rosa. Il duomo di Torino, Porta Palatina e l’anfiteatro di Susa, enclave romana meraviglioso lascito dell’imperatore Augusto. E poi Avigliana, località assiduamente frequentata da Umberto Eco: pare che proprio la visita all’abbazia della Sacra di San Michele abbia ispirato al letterato bolognese uno dei suoi maggiori romanzi, “Il nome della rosa”. Sono solo alcuni dei luoghi incontrati lungo il Cammino per Santiago dai pellegrini partiti da Vercelli il 7 aprile e arrivati a Susa il 13, dopo 144 chilometri, per l’impresa organizzata dall’Academia dei Peregrini di Magenta e dall’Associazione Amici della Via Francigena di Vercelli. “Dopo appena 25 chilometri da Torino – commentano i partecipanti – ci troviamo immersi in un paesaggio completamente diverso: si comincia a respirare aria di montagna. Dal Santuario della Madonna dei Laghi di questa cittadina di origine romana godiamo di una vista panoramica notevole”. Mentre scriviamo, il gruppo, che per la seconda tappa percorrerà 138 chilometri da Susa a Embrun, ha appena varcato il confine italo-francese, giungendo (con una temperatura di 6 gradi sotto zero!) nella cittadina di Briançon. Qui sono stati raggiunti da un caloroso gruppo del CRA delle Ferrovie Nord di Saronno, al quale sono iscritti anche tre dei partecipanti all’impresa (Angelo Basilico, Giuseppe Gottardi, Pietro Piuri, ex dipendenti FNM) che anche gli amici portoghesi stanno seguendo con interesse… a questo indirizzo: http://caminheirosafis.blogspot.com/2008/04/p-de-magenta-santiago-etapa-i.html

Çtorna all'elenco delle tappeÈ

 

Prima tappa  da MAGENTA a VERCELLI

5 aprile

!

Franca Galeazzi

(ma come siamo stati …bravissimi!!!)

 

Fa freddo, il cielo è stellato, il buio pesto, alle cinque del mattino di sabato 5 aprile, quando dalla chiesetta di Pontenuovo muoviamo i ‘primi’ passi della ‘prima’ tappa del lungo cammino: qualche battuta, un paio di foto, Eva e Lorenzo si infilano un berretto di lana; poi, accese le torce, di buona lena ci avviamo verso il Ticino. L’umidità ci penetra nelle ossa e ci spinge a tenere un passo spedito così che in un’ora e mezzo siamo a Cerano. Albeggia. Un’ora più tardi  raggiungiamo Sozzago, dove sostiamo (l’aria comincia a intiepidirsi) in attesa di Angelo, Pietro e Giuseppe , gli amici di Saronno che percorreranno per intero il viaggio.  Quindi, di nuovo in marcia attraverso il paesaggio piatto delle risaie. Allo specchio allagato dei campi increspato dalla brezza, al giallo rigoglioso dei cespugli della senape selvatica fanno da evanescente cornice, là in fondo, il Monte Rosa e la catena alpina. C’è quiete. La quiete delle cascine, dei paesini. Una quiete che ti riempie dentro: cammini e guardi avanti. Gianpaolo anche attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica: a lui il compito ufficiale di documentare con immagini e pure parole (di tanto intanto annota qualcosa su un quadernetto) questi iniziali cinquanta chilometri. A Vespolate ci raggiungono gli ‘Amici del Cammino’ di Novara. Il gruppo aumenta. Si pranza al sacco a Confienza, verso le 13.30. Aria ai piedi e acqua pure a loro. Sostiamo con l’assistenza e i primi ‘bravo’ degli organizzatori dell’impresa. Luigi è il nostro ‘angelo custode’ con il bagaglio della sua auto trasformato in punto ristoro on the road: acqua e the, banane e arance, cioccolato e nocciole. Basta chiedere. Ritemprati, ci rialziamo dal marciapiede (il pellegrino, se non c’è la panchina, si siede per terra!): la meta non é ora così lontana. Verso le diciassette, infatti, passato il Sesia, entriamo in Vercelli dove ci attendono gli ‘Amici della Via Francigena’. Guidati da loro percorriamo il centro cittadino affollato del sabato pomeriggio, ci riflettiamo nelle vetrine dei negozi: l’aspetto lascia a desiderare, pazienza. Sul sagrato della cattedrale di Sant’Andrea ci ricevono Monsignor Cavallone, la presidente del Comitato gemellaggi, Lella Bassignana (consegnerà  a Fabio, il nostro ‘Maestro di bordone’ l’omaggio del Sindaco, Andrea Corsaro), e una delegazione francese degli ‘Amici della Via Francigena’.

Ce l’abbiamo fatta. Cinquanta chilometri percorsi, possiamo dirlo, alla ‘grande’. Buen Camino! a tutti i partecipanti che Santiago attente per il prossimo 24 di luglio. Domani sosta e lunedì partirà la seconda staffetta alla volta di Susa: 144 Km. da percorrere in una settimana. Ultreya!

Çtorna all'elenco delle tappeÈ