Dal Pianalto a Porto della Torre

 

La camminata inizia percorrendo un sentiero posto immediatamente prima  della centrale elettrica di Porto della Torre, disposta in forma di sbarramento sul fiume e facente anche funzione di ponte stradale.

Lo si riconosce perchè è stato ripristinato con l’originale pavimentazione in ciottoli. Dopo una breve rampa si arriva al sentiero E1 che attraversa la Brughiera del Vigano. In realtà, per l’omogeneità delle specie arboree presenti (pino silvestre e pino rigido importato per volere di Maria Teresa d’Austria) si può parlare di pineta, sicuramente una delle più belle e meglio conservate nel Parco.

Nel sottobosco prolifera la felce aquilina che, a seconda delle stagioni, conferisce al bosco diverse colorazioni: verde smeraldo in estate e giallo oro in autunno.

Percorrendo questo tratto si consiglia di lasciare il sentiero E1 per una breve sosta al sass di bis, grosso masso erratico che deve il suo nome al fatto che in estate è il luogo preferito degli eterotermi rettili. Proseguendo il cammino nel bosco si arriva  dapprima ad una isolata cappelletta e quindi alla strada asfaltata che porta verso Golasecca.

Se ne percorre un breve tratto indi si rientra nel bosco e si prosegue accanto alla vecchia sede dell’ipposidra (antica ferrovia a cavalli per il trasporto delle barche da Tornavento a Sesto Calende).

Dopo un paio di chilometri, con una lieve deviazione rispetto l’E1, si arriva al sito archeologico del Monsorino dove i reperti riferibili a un importante insediamento preistorico, sono visibili in un’area cintata.

Da qui si scende fino al Ticino,  attraversando il tipico bosco delle nostre zone rigoglioso di farnie, faggi, castagni , betulle e le immancabili quanto infestanti robinie.

Arrivati al fiume si piega a sinistra seguendo la strada asfaltata per un centinaio di metri, dopo di che si imbocca, sulla destra l’alzaia che, costeggiando il fiume, conduce nuovamente alla diga di Porto della Torre.

Il percorso si snoda per una ventina di chilometri.